SAN DOMENICO

La Chiesa di San Domenico si trova in Piazza del Plebiscito e la protegge dalla sommità della scalinata della piazza.

Si suppone che l’Ordine dei Domenicani dovesse essere presente ad Ancona sin dalla sua fondazione, ovvero dal 1216. Infatti, già nel primo ventennio del XIII secolo, esisteva una chiesa dedicata al loro Santo protettore proprio in questa zona. Infatti il Giangiacomi nella sua “Storia d’Ancona” riporta che questa chiesa nel 1253 era collocata “extra Portam Sancti Petri”, ovvero l’Arco di Carola.

La chiesa nelle sue attuali forme risale alla seconda metà del Settecento quando i Domenicani chiesero all’architetto romano Carlo Marchionni un programma di sistemazione e rinnovamento che coinvolgesse anche la piazza.

Infatti per la costruzione del nuovo edificio vennero distrutte, oltre alla stessa chiesa di S. Domenico, la chiesa di S. Egidio e quella dell’Incoronata.

La demolizione del vecchio edificio religioso venne avviata nel marzo 1759. La prima pietra fu posata infatti nel 1771, i lavori si protrarranno fino al 1783.

Con l’occupazione francese e l’avvento della Repubblica Anconitana, la chiesa, di cui non era stata ancora completata la facciata, venne nel 1798 adibita a caserma; la parte superiore del prospetto principale rimase incompiuta.

Fu riaperta al culto nel 1816 con l’ultimazione della restaurazione.

Ecco alcuni particolari artistici e architettonici che rendono la chiesa di San Domenico assolutamente unica.

La chiesa è caratterizzata da un’unica e ampia navata, coperta con volta a botte, con tre cappelle laterali per lato, le cui arcate sono inquadrate da lesene. Queste scandiscono le nicchie con nove statue di stucco e con dieci medaglioni rappresentanti santi e beati dell’Ordine Domenicano, tutte opere dello scultore Gioacchino Varlè.

Il primo altare a sinistra conserva un’importante opera di pittura del Guercino: l’Annunciazione del 1662.
Nell’abside centrale è conservata la Crocifissione di Tiziano del 1558.

All’esterno la chiesa presenta la facciata incompiuta nella parte superiore, che è in mattoni. La parte inferiore è decorata con due colonne e quattro paraste di ordine ionico.
Ci sono ben tre portali d’accesso: il principale è di maggiori dimensioni e fiancheggiato da due colonne corinzie.

La chiesa, notevolmente danneggiata dai bombardamenti del 1943 e successivamente dal sisma del 1972, è stata restaurata negli anni ’80-’90 del Novecento.

Lo visito perché:

  • Conserva le opere di Tiziano e del Guercino
  • È una delle chiese simbolo della città
  • Si trova in una piazza bellissima

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