SAN DOMENICO

La chiesa originaria di S. Domenico risaliva al XIII secolo: fu edificata fuori porta S. Pietro e possedeva un ‘area molto ampia che comprendeva gli orti e vari fabbricati come la chiesa di S. Egidio (che sorgeva dove oggi svetta palazzo Albertini) e di S. Maria Incoronata, che era ubicata proprio dove oggi ammiriamo la chiesa di S. Domenico.

La chiesa attuale, iniziata nel 1759, fu consacrata il 2 agosto 1788 e edificata su progetto dell’architetto e scultore romano Carlo Marchionni (Roma 1702-Roma 1786), autore di Villa Albani a Roma (1746-1763) e impegnato ad Ancona dal 1756 su volere di papa Benedetto XIV per proseguimento lavori del Molo, iniziati negli anni ’30 del ‘700 da Luigi Vanvitelli. Egli fu anche, secondo alcuni studiosi, sovrintendente dei lavori di sistemazione della piazza dove si affaccia la chiesa di S. Domenico e della collocazione della statua di Clemente XII.

La chiesa di S. Domenico è caratterizzata da un’unica e ampia navata, coperta con volta a botte, con tre cappelle laterali per lato, le cui arcate sono inquadrate da lesene. Lungo le pareti della navata si aprono nicchie che accolgono sculture di santi e beati domenicani in stucco realizzati dall’abile scultore Gioachino Varlè (Roma, 1734 – Ancona, 1806), chiamato ad Ancona da Luigi Vanvitelli, autore anche nella stessa chiesa della Madonna del Rosario, gruppo scultoreo con la Vergine e il Bambino in una gloria di putti alati; sul timpano dell’altare due angeli reggono il rosario e la corona. Lo scultore ha realizzato anche i quattro angeli musicanti che sono posti a coronamento dei due organi e nell’altare maggiore la scultura raffigurante la Fede con croce e putto alato.

Il primo altare a sinistra conserva un importante dipinto del Guercino, l’ Annunciazione del 1662. Nell’abside è  invece conservata una copia della Crocifissione di Tiziano del 1558 (l’originale è conservata in Pinacoteca).

All’esterno la chiesa presenta la facciata incompiuta nella parte superiore, che è in mattoni. La parte inferiore è decorata con due colonne e quattro paraste di ordine ionico. La chiesa presenta ben tre portali d’accesso: il principale è di maggiori dimensioni e fiancheggiato da due colonne corinzie.

La facciata risulta incompiuta a causa di motivi economici ma anche di eventi bellici: nel 1797, infatti, la piazza divenne il fulcro della Repubblica Democratica Anconitana (1797) e sede dell’Albero della Libertà. Sono gli anni in cui si tentò di fare a pezzi la statua di Clemente XII come era già successo per quella raffigurante Pio VI, già ubicata nell’attuale piazza Kennedy. Fu riaperta al culto nel 1816 con l’ultimazione della restaurazione.

La chiesa, notevolmente danneggiata dai bombardamenti del 1943 e successivamente dal sisma del 1972, è stata restaurata negli anni ’80-’90 del Novecento.

Orari

La chiesa è aperta nei seguenti orari: 7-12 | 17.15-19

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