Ancona a cielo aperto: un museo diffuso tra strade, piazze e quartieri
Ancona non è solo musei e gallerie. Se alzi gli occhi lungo il porto, attraversi una piazza o percorri un vialetto del parco, ti accorgi che la città è anche un museo a cielo aperto: sculture, monumenti e opere di arte urbana dialogano con il paesaggio, la storia e la vita quotidiana di chi la abita.
Questo itinerario ti accompagna alla scoperta delle opere mappate nella Cartoguida “Ancona a cielo aperto”, realizzata dal Servizio Cultura e Turismo del Comune di Ancona nell’ambito del percorso verso la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028.

Il punto di partenza naturale è la Mole Vanvitelliana, dove si concentrano alcune delle installazioni più spettacolari. Nella corte esterna ti accoglie Sbarco di Velasco Vitali, una chiglia argentata lunga quattordici metri che evoca i temi della migrazione e della libertà. Sul camminamento esterno, il grande Cavallo rosso di Mimmo Paladino guarda il mare con il suo occhio cavo, forma arcaica e visionaria insieme.

Proseguendo lungo il Lungomare Vanvitelli raggiungi il Molo Clementino, dove Enzo Cucchi ha realizzato la Fontana dei due soli: lunga seduta in pietra d’Istria affacciata sul mare, celebra la singolarità di Ancona, l’unica città italiana da cui si possono ammirare alba e tramonto sull’Adriatico.

Risalendo verso il centro, in Piazza Stamira ti aspetta il Monumento a Stamira di Guido Armeni: la figura dell’eroina anconetana si slancia verso il cielo con proporzioni volutamente allungate, in un gesto scultoreo che cristallizza coraggio e senso civico.
Poco più avanti, su Corso Stamira, la facciata dell’ex Casa del Mutilato conserva il grande Bassorilievo dell’Arengario di Mentore Maltoni, raffinato esempio di scultura verista degli anni Trenta.
Lungo Corso Carlo Alberto incontri invece i Due Arcobaleni di Giorgio Bompadre: due archi metallici smaltati che dialogano poeticamente con la luce e il cielo, parte di un trittico che unisce Ancona a Fermignano e Pesaro.

In Piazza Pertini, fermati davanti a Mater Amabilis di Valeriano Trubbiani: una palafitta metallica instabile e visionaria che richiama le scenografie felliniane e invita a riflettere sul legame tra uomo e natura.
Dell’artista maceratese, tra i protagonisti assoluti dell’arte marchigiana del Novecento, trovi altre opere anche all’interno della Pinacoteca Civica “Francesco Podesti”.

Sali al Parco del Pincio per trovare il Monumento alla Resistenza di Pericle Fazzini, raggiungibile attraverso una scalinata racchiusa tra monoliti di cemento con sedici lastre in ferro che narrano le vicende partigiane anconetane.
Il cancello d’ingresso, opera di Giovanna Fiorenzi, è esso stesso una scultura: la composizione in ferro battuto, intitolata Vele al vento, evoca i rottami della guerra sospinti verso la rinascita.

Continua verso il Parco del Cardeto, polmone verde della città affacciato sul mare. Lungo il percorso pedonale panoramico incontri La Porta dei Mu di Floriano Ippoliti, cerchio bronzeo inciso di simboli cosmici che incornicia silenziosamente il paesaggio.
Più avanti, l’installazione site-specific Tensione Superficiale di Eugenio Tibaldi – realizzata nel 2025 con una barca a vela e una canoa dismesse – rilegge lo scarto come materia di rinascita, in un dialogo vivo tra spazio urbano e natura.

L’itinerario non si esaurisce nelle opere d’arte classica. Alla Galleria del Risorgimento, l’artista RUN ha trasformato nel 2024 il sottopasso in una grande libreria dipinta con elementi storici e architettonici della città.
Nel quartiere di Capodimonte, una serie di murales nati da Anconacrea2020FF riveste facciate e scalinate, rendendo il rione stesso una galleria a cielo aperto.

Se vuoi prolungare l’esplorazione, raggiungi i campus dell’Università Politecnica delle Marche: all’ex Caserma Villarey trovi il Grande Cavallo Reale di Aligi Sassu, mentre alla Facoltà di Ingegneria di Via Brecce Bianche sorge Tarpare le ali di Trubbiani, uno stormo di allodole dai voli spezzati che è tra le opere più intense dell’artista.
Sul promontorio orientale della città, in Via Posatora, Inclinata al Sol Levante di Eliseo Mattiacci conversa con l’orizzonte marino attraverso il suo asse puntato verso il sole nascente.

Tutte le opere sono georeferenziate nella Cartoguida ufficiale, disponibile gratuitamente in italiano e in inglese.

