ATRIUM – Ancona nel Novecento: architettura, memoria e paesaggio

Un percorso a piedi nel cuore della città per scoprire come Ancona si è trasformata nei primi decenni del Novecento, attraverso palazzi pubblici, spazi civici e monumenti che ancora oggi segnano il volto della città.

  • Durata: 1 ora
  • Distanza: circa 3 km
  • Punto di partenza: Monumento ai Caduti del Passetto
  • Punto di arrivo: Casa del Mutilato (zona centro)
  • Difficoltà: facile

Introduzione

Affacciata sull’Adriatico tra il porto e le colline del Conero, Ancona è una città plasmata dall’acqua, dalla pietra e dal commercio. Nei suoi duemila anni di storia, l’architettura ha assorbito influenze romane, medievali, rinascimentali e moderne, riflettendo il ruolo di città portuale, crocevia culturale e luogo di frontiera.

Ancona è parte dell’Itinerario Culturale Europeo ATRIUM – Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory – Rotta Culturale certificata dal Consiglio d’Europa. La rete collega città di tutta Europa accomunate dalla presenza di architettura novecentesca legata ai regimi totalitari, promuovendone una lettura critica e consapevole, orientata ai valori democratici e alla memoria condivisa.
L’itinerario di Ancona è il contributo locale a questa narrazione europea: un percorso che invita a leggere la città con occhi nuovi, riconoscendo nelle sue pietre una storia che appartiene a tutti.

Tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, Ancona visse una stagione di profondi cambiamenti urbani. Nuovi edifici pubblici sorsero nel centro città, un grande viale alberato fu tracciato verso il mare e un maestoso monumento coronò il promontorio del Passetto. Questi luoghi, oggi pienamente integrati nella vita quotidiana degli anconetani, raccontano ancora, nella pietra e nei volumi, quella stagione di trasformazione.

Questo itinerario li percorre in sequenza, guidando il visitatore lungo il principale asse urbano della città moderna.

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Monumento ai Caduti (Passetto)

Monumento ai Caduti del Passetto

Piazza IV Novembre, Passetto · La memoria nel paesaggio

Il punto d’arrivo dell’itinerario è uno dei luoghi più iconici di Ancona. Il Monumento ai Caduti del Passetto, progettato da Guido Cirilli e realizzato tra il 1927 e il 1930, conclude la prospettiva del Viale della Vittoria con una composizione a pianta circolare su alto basamento: otto colonne in pietra d’Istria sorreggono un architrave inciso con versi del canto All’Italia di Giacomo Leopardi. Al centro del colonnato, una grande ara costituisce il fulcro simbolico dello spazio.

La posizione sul promontorio non è casuale: il monumento si affaccia sull’Adriatico e, visto dalla costa, assume la celebre silhouette “ad aquila con le ali spiegate” formata dal colonnato e dalle scalinate laterali. Le rampe monumentali che scendono verso il mare integrano città e costa in una sequenza visiva straordinaria, rendendo l’area uno degli spazi pubblici più frequentati e amati di Ancona, per le passeggiate quotidiane come per le commemorazioni civiche.

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Viale della Vittoria - Veduta dal Monumento ai Caduti (Passetto)

Viale della Vittoria

Dal Passetto a Piazza Cavour · Un viale verso il mare

Più che una semplice tappa, il Viale della Vittoria è la spina dorsale dell’intero itinerario: un grande asse alberato, tracciato secondo il Piano Regolatore del 1914 e consolidato negli anni Venti e Trenta, che collega il centro storico al promontorio del Passetto con una prospettiva diretta sul mare.

Passeggiando sotto il doppio filare di alberi, si possono osservare i fronti edilizi compatti delle palazzine residenziali del periodo, con le loro geometrie sobrie e le decorazioni essenziali che compongono una sequenza architettonica unitaria. Il viale non è solo un percorso: è uno spazio pubblico dove la storia si incontra con la vita quotidiana, le passeggiate, i negozi, la socialità diffusa.

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Stadio Dorico

Stadio Dorico

Viale della Vittoria · Uno spazio per la vita collettiva

Lungo il viale si incontra lo Stadio Dorico, inaugurato nel 1931 sull’area del precedente Tiro a Segno Nazionale. Dell’antico poligono si conserva il portale monumentale d’ingresso, oggi soglia del nuovo impianto sportivo. La pianta ovale, i volumi bassi e le linee regolari dialogano con l’asse urbano circostante.

Riconosciuto come bene di interesse storico-architettonico dal 2017, lo stadio è attualmente oggetto di un articolato progetto di riqualificazione che ne prevede un utilizzo rinnovato come spazio sportivo e comunitario aperto. Un luogo che, pur trasformato nel tempo, mantiene una forte riconoscibilità e un legame profondo con la memoria sportiva della città.

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Palazzo del Popolo - licenza Creative Commons

Palazzo del Popolo

Piazza Ventiquattro Maggio 1 · Architettura e potere

Il palazzo che ospita il Municipio di Ancona è uno degli edifici civici più rappresentativi della città novecentesca. Costruito tra il 1929 e il 1932 su progetto dell’architetto Amos Luchetti Gentiloni, presenta i caratteri tipici del razionalismo italiano: volumi compatti, linee sobrie, una facciata rivestita in pietra locale con il portale centrale come elemento focale. Sulla facciata si conservano ancora alcuni elementi decorativi originali, preziosi per chi vuole leggere la stratificazione storica dell’edificio.

Da luogo di gestione del potere locale, nel dopoguerra il palazzo è diventato la sede dell’amministrazione comunale, cambiando funzione e significato pur mantenendo inalterata la sua imponenza architettonica.

Palazzo delle Poste Ancona
Palazzo delle Poste

Palazzo delle Poste e Telegrafi

Piazza Ventiquattro Maggio · La vita moderna e la comunicazione

A pochi passi dal Municipio, il Palazzo delle Poste è un’altra opera dell’architetto Guido Cirilli, realizzata tra il 1926 e il 1929. La struttura in muratura mista, con travertino nei livelli inferiori e tufo giallo nei piani superiori, si sviluppa verticalmente con un ritmo uniforme che conferisce all’edificio solidità e presenza urbana.

Gli spazi interni, con i loro marmi, mosaici e stucchi, e i bassorilievi di Angelo Conti sui prospetti esterni, rendono l’edificio un documento straordinario dell’architettura pubblica dell’epoca. Un restauro conservativo completato nel 2013 ha restituito leggibilità all’impianto originario. Il palazzo è ancora oggi pienamente operativo come principale ufficio postale della città.

Casa del Mutilato (dettaglio)
Casa del Mutilato (dettaglio) - dal web

Casa del Mutilato

Corso Stamira 9 · Architettura, cura e memoria

Raggiungendo Corso Stamira si incontra la Casa del Mutilato, edificata a partire dal 1937 su progetto dell’architetto Angelo Eusebio Petetti. L’edificio si inserì nel piano di riorganizzazione urbana che accompagnò la creazione di questo nuovo asse civico, con un linguaggio di classicismo semplificato, volumi compatti e superfici nitide.

L’elemento più significativo è l’arengario: il balcone monumentale opera dell’artista anconetano Mentore Maltoni, affiancato da sculture e altorilievi che evocano i temi della memoria e dell’onore civico. All’interno si conservano opere di pregio tra cui la Vittoria Alata in marmo di Carrara di Sanzio Blasi e un altorilievo di San Sebastiano nel salone del piano rialzato. Oggi l’edificio è oggetto di un progetto di valorizzazione che ne prevede un nuovo utilizzo culturale.

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Pinacoteca Civica "F. Podesti"

Prima di partire

Il percorso è interamente a piedi e si sviluppa nel centro della città. La partenza dal Passetto è raggiungibile da Piazza Roma a piedi in pochi minuti.

La visita al Passetto può essere arricchita da una sosta alle Grotte del Passetto, le caratteristiche caverne naturali scavate nella falesia e da secoli rifugio dei pescatori locali, accessibili direttamente dalla scalinata del monumento.

Per chi vuole approfondire il patrimonio artistico della città, la Pinacoteca Civica Francesco Podesti (Via Ciriaco Pizzecolli 17) conserva tra le altre opere alcune sculture di Mentore Maltoni che completano il racconto visivo di questo periodo.

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Ancona, Capitale italiana della cultura 2028

Questo itinerario si inserisce nel programma culturale di Ancona Capitale italiana della cultura 2028, che pone la città e il suo patrimonio al centro di un rinnovato dialogo tra storia, identità e futuro. Scoprire l’architettura del Novecento anconetano significa anche partecipare a questo racconto.

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