PALAZZO BENINCASA

Il palazzo, situato su via della Loggia, è sorto per volontà di Dionisio Benincasa, esponente di spicco di una delle più antiche famiglie di armatori e mercanti, fu costruito nel sec. XV da Giorgio di Matteo da Sebenico, già autore della Loggia dei Mercanti e delle facciate di San Francesco alle Scale e Sant’Agostino, che rese unitari gli affiancati edifici di proprietà della famiglia. Alzato su due piani, il retro affaccia direttamente sul porto, dove al pianterreno erano siti il fondaco, i magazzini e le cantine.

Nella seconda metà del sec. XVIII Palazzo Benincasa fu completamente rinnovato con la sopraelevazione di un piano, mentre fu inglobato l’edificio confinante con la Loggia dei Mercanti, nel quale vennero riprese le forme del corpo originario. Anche la facciata subì delle modifiche: vennero tolti i colonnini e i trafori delle finestre bifore per formarne altre rettangolari più piccole. La decorazione pittorica del piano nobile fu conclusa nel 1788 ad opera del pittore lombardo Giuseppe Pallavicini nelle stanze più importanti (oggi sede della biblioteca Amatori).

Il cantiere decorativo fu gestito da Giuseppe Benincasa, il quale rievoca la sua dotta cultura religiosa nella Stanza delle Beatitudini. È nella Stanza dell’Udienza che egli decide di celebrare la città, mostrando come ruoli di spicco della famiglia nell’amministrazione di Ancona ne abbiano favorito lo splendore. Si alternano vedute cittadine celebranti la grande ripresa settecentesca (tra cui il porto; il progetto della chiesa di San Domenico sulla base probabilmente dei disegni di Carlo Marchionni, vista la differenza con la facciata incompiuta odierna, piazza del Plebiscito) a soggetti simbolici e dalla complessa trama iconologica (Nuovo Testamento; Vecchio Testamento; cassoni ottagonali con scene mitologiche). Un’altra campagna decorativa ha interessato il palazzo 15 anni dopo, quasi certamente promossa da Stefano Benincasa, indirizzata verso l’autocelebrazione che arriva a inglobare una cineseria.

Il Palazzo Benincasa esempio quindi di palazzo tra tardo gotico e testimonianza dell’esigenza di rinnovamento grazie al benessere della famiglia e della città legato al commercio e alle attività marittime connesse con il porto: Pallavicini opera decorando una sala non con soggetti mitologici ma vedute della città a noi restituita prima dei disastri che vi si sono abbattuti e prima dei mutamenti del sec. XIX. Tra i collaboratori si segnalano Nicola Bertuzzi e Lorenzo Daretti per le scenografie.

Link:

www.biblioteca.amatori.com

Lo visito perché:

  • È a due passi dal porto
  • Si trova in pieno centro
  • C’è da perdersi nei suoi dettagli

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